GIOVANI SCIENZIATI CERCANSI


I ragazzi del laboratorio vi presentano qui gli esperimenti scientifici (...o quasi) che hanno svolto.


Figura 1
Un microscopio ottico simile a quello usato in laboratorio.
(http://www.optikamicroscopes.com/PRODUCTS/B100_EN.asp)


Figura 2
Le cellule osservate al microscopio ottico.
(http://www.delfo.fc.it/icrosetti/public/articoli/images/7/cellulacipolla1.jpg
http://www.plantscafe.net/media/files/itex03_stomi_al_microscopio.jpg
http://www.boschina.it/immagini/cellule/step_08_01_big.jpg)


Figura 3
Come i ragazzi hanno visto le cellule di cipolla.

Novembre 2010


Cari ragazzi spero che le osservazioni al microscopio vi siano piaciute. Avete partecipato attivamente...forse anche troppo! Scherzo!!!
Ecco le vostre migliori relazioni.

Osservazione al microscopio ottico di cellule di catafillo di cipolla.

Relazione di Camilla Basili


Materiale occorrente:

1) una cipolla bianca;
2) vetrini portaoggetto e coprioggetto;
3) un coltellino;
4) acqua;
5) un paio di pinzette;
6) blu di metilene;
7) un microscopio ottico.

Procedimento

Tagliare la cipolla a pezzi e con le pinzette estrarre delicatamente la membrana che separa due catafilli vicini. Dopo aver estratto la membrana, appoggiarla sul vetrinio portaoggetto e mettere una goccia d'acqua sul preparato per farlo aderire meglio al vetrino. Coprire infine con il vetrino coprioggetto. Preparare quindi un altro vetrino secondo le istruzioni seguenti. Il secondo vetrino è molto semplice da preparare, si devono ripetere tutte le indicazioni sopra riportate, ma questa volta prima di coprirlo con il vetrino coprioggetto si deve aggiungere una goccia di blu di metilene. Una volta che i vetrini sono pronti si possono osservare al microscopio.

Lavinia Cencioni guardando i preparati al microscopio ha osservato che nel preparato senza colorante l'immagine era costituita da "venature" (le pareti cellulari che dividono una cellula dall'altra), mentre nel preparato colorato si vedevano delle "macchioline blu" all'interno delle cellule (i nuclei).
Niccolò Tatta dice: "Questo esperimento è stato davvero interessante, provate anche voi!"



Osservazione al microscopio ottico di stomi di foglie di geranio.

Relazione di Niccolò Ceci


Materiale occorrente:

1) foglie di geranio;
2) acqua;
3) vetrini portaoggetto e coprioggetto;
4) un paio di pinzette;

Procedimento

Spezzare con le mani una foglia di geranio e delicatamente con le pinzette estrarre uno strato semitrasparente dell'epidermide della pagina inferiore della foglia. Appoggiarne un piccolo pezzettino sul vetrino portaoggetto, aggiungere una goccia d'acqua e coprire con il vetrino coprioggetto. Osservare al microscopio ottico. Guardando al microscopio, tra tante cellule tutte più o meno uguali, si vedono ogni tanto una specie di aperture: sono gli stomi. Sono le aperture che permettono gli scambi gassosi tra la pianta e l'ambiente esterno e sono circondate dalle cellule di guardia, simili alle labbra della bocca, accostate tra loro in modo che tra esse rimanga una piccola apertura. L'apertura si allarga o si restringe in relazione alle variazioni del turgore cellulare che modifica la forma e le dimensioni delle cellule di guardia.



Osservazione al microscopio ottico di cellule della mucosa boccale.

Relazione di Filippo Rellini


Materiale occorrente:

1) una spatolina;
2) acqua;
3) vetrini portaoggetto e coprioggetto;
4) tintura di iodio;

Procedimento

Con la spatolina disinfettata, grattare la mucosa interna della bocca e depositare il materiale raccolto (invisibile) sul vetrino portaoggetto. Aggiungere una goccia d'acqua e una di tintura di iodio. Coprire con il vetrino coprioggetto e osservare al microscopio ottico. Le cellule non sono tutte unite tra di loro e hanno una forma irregolare. All'interno si riesce a vedere il nucleo colorato più intensamente dalla tintura di iodio.

Manuela Casasoli e i ragazzi della 1a H.

Figura 1
Un "mago" alle prese con bolle di sapone giganti.
(http://www.gonews.it/foto/il-mago-delle-bolle-di-sapone.jpeg)

Figura 2
I ragazzi del laboratorio tentano di fare bolle di sapone smisurate!

Dicembre 2010


Niente di meglio che le bolle di sapone per studiare la tensione superficiale! Cari ragazzi avete giocato con le bolle...ma non so se avete capito cosa sia la tensione superficiale. Comunque molti di voi hanno copiato la ricetta per rifarle a casa...attenzione che i pavimenti potrebbero diventare molto scivolosi!!!

Ricetta per bolle di sapone gigantesche.

Occorrente:

1) detersivo liquido per piatti;
2) glicerina o sciroppo di glucosio;
3) una bacinella larga;
4) una stampella di filo metallico;
5) un gomitolo di spago;
6) nastro isolante;
7) acqua.

Procedimento

Nella bacinella mescolare 15 parti d'acqua, una parte di detersivo liquido per piatti e un quarto di parte di glicerina. Dai alla stampella di filo metallico una forma circolare, piega il gancio e avvolgi lo spago intorno al gancio, poi risali a spirale lungo il resto della stampella. Rivesti il gancio con il nastro isolante per fissare lo spago. Immergi la bacchetta per le bolle nella bacinella, tirala fuori delicatamente assicurandoti che ci sia una pellicola d'acqua, lasciala sgocciolare un po' e... divertiti a fare bolle sempre più grandi!

Manuela Casasoli e i ragazzi del laboratorio.

I ragazzi del laboratorio e il palloncino a reazione.
Foto 1 e 2. I ragazzi si preparano a lanciare il palloncino.
Foto 3. Il palloncino preso per un pelo, tanto era la sua velocità!
Foto 4. Il palloncino vola in alto!

Febbraio 2011


Basta un palloncino per capire il terzo principio della dinamica e non dimenticarselo più. Tutti lo conosciamo come principio di azione e reazione e in termini fisici dice che ad ogni forza, azione, corrisponde una reazione di uguale intensità e direzione ma verso opposto. I ragazzi del laboratorio vi raccontano che cosa hanno fatto con un palloncino e poco altro...

Procedimento per sperimentare il principio di azione e reazione.

Occorrente:

1) palloncini gonfiabili;
2) spago;
3) due seggiole;
4) una cannuccia (o il contenitore di una penna bic);
5) forbici;
6) nastro adesivo.

Procedimento

Abbiamo preso una cannuccia e all'interno abbiamo fatto passare lo spago con il quale abbiamo collegato due seggiole. Abbiamo poi gonfiato un palloncino e, tenendolo chiuso con le dita, lo abbiamo attaccato con il nastro adesivo alla cannuccia. Abbiamo quindi lasciato andare il palloncino che ha percorso tutta la lunghezza dello spago molto velocemente. Infatti l'aria uscendo dal palloncino in una direzione (azione) lo spinge nel verso opposto (reazione)!
Poi abbiamo avvicinato le due seggiole facendo in modo che il filo di spago non fosse più teso. Gonfiando il palloncino con la stessa quantità d'aria e ripetendo l'esperimento abbiamo visto che il palloncino non è riuscito ad arrivare alla fine del percorso. In questo secondo caso la forza d'attrito tra la cannuccia e lo spago si è opposta al moto del palloncino frenandolo.
Infine abbiamo alzato una delle due seggiole creando un percorso in salita per il nostro palloncino che così ha sfidato anche la forza di gravità! Pensate ad un razzo che parte per la Luna...in fondo anche in quel caso c'è di mezzo il principio di azione e reazione...e allora forza gonfiate gonfiate gonfiate un palloncino super resistente e magari lo ritroverete sulla Luna!!!

Manuela Casasoli e Bernardo, Cristina, Davide, Giordano, Letizia, Luca, Morgana, Nausikaà.

I ragazzi del laboratorio hanno fatto girare i colori...Ed ecco il risultato!

I ragazzi del laboratorio hanno poi cercato di scoprire quanti colori si nascondono in un unico pennarello...

Febbraio 2011


La luce bianca è composta da tanti colori...lo sappiamo perché abbiamo visto almeno una volta nella nostra vita un arcobaleno. Se costruiamo una ruota con spicchi colorati e la facciamo girare veloce, possiamo renderci conto di come i colori si fondono insieme! Non solo, usando un po' di chimica, possiamo vedere quali colori ci sono dentro un pennarello!

La ruota dei colori e inchiostri colorati.

Occorrente:

1) pennarelli e fogli da disegno;
2) compasso e matita;
3) spago;
4) stecchini lunghi;
5) un bicchiere;
6) carta assorbente;
7) forbici;
8) sale;
9) acqua.

Procedimento

La ruota colorata è molto semplice da costruire. Si disegna una circonferenza su un foglio bianco, si divide in spicchi, per esempio otto. Ogni spicchio viene colorato con un diverso pennarello. Quindi si fa un piccolo forellino al centro e si adagia la ruota su uno stecchino. Siamo così pronti per farla girare. Più si gira velocemente e più i colori si fondono insieme. Infatti quando i colori girano velocemente i nostri occhi e il nostro cervello non riescono a distinguerli! Provate e vedrete che si possono scattare molte belle foto.
Usiamo adesso un po' di chimica. Su un foglio di carta assorbente, a due centimetri dal bordo, colorate un piccolo cerchio con un pennarello. Poi mettete poca acqua in un bicchiere (un centimetro dal fondo) e aggiungete un cucchiaino di sale mescolando bene. Immergete il foglio di carta assorbente nell'acqua e fate attenzione che l'acqua possa salire fino a bagnare la zona dove avete colorato il cerchietto. Aspettate dieci, venti minuti e poi osservate. Il pallino verde sarà anche un po' blu, quello marrone un po' rosso, quello blu un po' viola e così via. In ogni colore ci sono diversi pigmenti. Questi pigmenti non sono altro che molecole diverse e sulla carta assorbente corrono più o meno velocemente a seconda delle loro caratteristiche chimiche...Ed ecco quindi che si separano uno dall'altro, così nel vostro pennarello verde trovate anche molti altri colori, e voi, ignari di tutto, avete appena usato una tecnica di analisi chimica che si chiama cromatografia!

Manuela Casasoli e Andrea, Chiara, Filippo, Niccolò, Sara, Valentina.

I ragazzi del laboratorio amano particolarmente il TANGRAM...Ma preferiscono giocarci al computer...
Dovreste individuare una rosa, uno strano animale, un fungo e uno stupendo ballerino!

Marzo 2011


Il Tangram è un antico gioco cinese. Il termine significa "le sette pietre della saggezza". E' molto utile nella didattica della geometria per parlare di equivalenza di aree, rotazioni, traslazioni e ribaltamenti. I ragazzi del laboratorio ci giocano molto volentieri al computer, farlo con carta e forbici è risultato loro sicuramente più faticoso!

Il Tangram con carta e forbici.

Occorrente:

1) pennarelli e cartoncini da disegno;
2) squadre e righello;
3) matita;
4) forbici;
5) tanta fantasia...

Procedimento

Bisogna riprodurre su un cartoncino da disegno le sette figure del Tangram. Si tratta di cinque triangoli, un quadrato e un parallelogramma. Le dimensioni delle sette figure possono essere ritrovate in rete mettendo la parola chiave Tangram. Le figure vengono poi ritagliate e colorate. A questo punto si cerca di formare figure somiglianti a qualsiasi cosa abbia un senso usando tutti e sette i pezzi ed evitando di sovrapporli. Ovviamente tutte le figure ottenute con gli stessi sette pezzi sono equivalenti...Perché? Domanda facile facile questa...

Manuela Casasoli e Andrea, Filippo, Niccolò, Chiara, Sara, Valentina, Morgana, Luca, Cristina, Davide, Giordano, Letizia, Nausikaa e Bernardo.

Il lievito fermentando produce anidride carbonica che gonfia il palloncino.
Nella bottiglia con il palloncino verde è stata messa acqua tiepida con lievito, in quella con il palloncino rosa acqua con lievito e tre bustine di zucchero, in quella con il palloncino blu acqua con lievito e una bustina di zucchero. Nella foto 1 sono passati 20 minuti dall'inizio dell'esperimento, nella foto 2 sono trascorsi 40 minuti.

Marzo 2011


Il tema del terzo trimestre è quello di usare la scienza per capire alcuni fenomeni della nostra vita quotidiana. Abbiamo iniziato con la fermentazione... Infatti tutti i noi mangiamo pane e pizza e se non ci fosse il caro Saccharomyces cerevisiae sia il pane che la pizza sarebbero un po' meno buoni. I ragazzi hanno scoperto molte cose osservando quello che accadeva e si sono resi conto che per far lievitare la pizza più velocemente bisogna aggiungere un po' di zucchero al lievito, che l'etanolo (cioè l'alcol del vino e della birra) è un prodotto di scarto del metabolismo del lievito, che non bisogna bere il limoncello a 12 anni (...neanche a 14!) e che, anche se non piace la scienza, un semplice esperimento come questo può appassionare molto.

La fermentazione alcolica.

Occorrente:

1) un panetto di lievito di birra;
2) bottiglie con collo stretto;
3) palloncini;
4) zucchero;
5) acqua tiepida.

Procedimento

Sciogliete il lievito in un po' di acqua tiepida. Dividete l'acqua in tre bottigliette. Ad una bottiglietta aggiungete una bustina di zucchero, ad un'altra tre bustine di zucchero e nell'ultima lasciate solo il lievito disciolto in acqua. Prendete tre palloncini e metteteli con la loro apertura a chiudere le tre bottigliette assicurandovi che aderiscano bene sul collo della bottiglia. Ogni cinque minuti agitate il contenuto delle tre bottigliette. Dopo pochi minuti, il palloncino della bottiglia con una sola bustina di zucchero inizia a gonfiarsi. Il lievito fermenta lo zucchero presente producendo etanolo e anidride carbonica che, essendo un gas, si espande e gonfia il palloncino. La bottiglia con tre bustine di zucchero risulterà in ritardo rispetto a quella con una sola bustina. Infatti, troppo zucchero non fa bene al lievito che fatica a fermentare. Infine il palloncino della bottiglietta senza zucchero non si gonfia perché il lievito non ha niente "da mangiare" e quindi la fermentazione non avviene e non si produce anidride carbonica.

Manuela Casasoli e Costanza, Niccolò C., Bianca, Giona, Andrea, Giordano, Letizia, Bernardo, Teresa, Niccolò T., Caterina e Davide.

Nella foto 1 l'acqua e l'olio sono ben separati formando due fasi distinte. L'olio essendo meno denso galleggia sull'acqua.
Nella foto 2 abbiamo aggiunto lecitina di soia e mescolato. La lecitina di soia sembra essere riuscita a far mescolare olio e acqua e si è formata anche un po' di schiuma.

Nelle foto 3 e 4 i ragazzi del laboratorio sperimentano la divertentissima sensazione di avere tra le mani quello che si chiama un fluido non newtoniano.

Marzo 2011


Oggi 29 marzo abbiamo sperimentato cosa succede mescolando sostanze diverse tra di loro...Può accadere di tutto. Con le due esperienze abbiamo capito come mai il sapone riesce a lavare via il grasso dalle mani e come fare una bella torta con fecola di patate potrebbe risultare molto difficile se non si rispetta la giusta dose!!!

Scommetti che riesco a mescolare acqua e olio?

Occorrente:

1) olio;
2) acqua;
3) una bottiglietta di plastica;
4) lecitina di soia.

Procedimento

Se in una bottiglia di plastica aggiungiamo acqua e olio, come tutti sanno, l'olio si dispone sopra l'acqua e ne resta nettamente separato. L'olio è meno denso dell'acqua e per questo motivo galleggia. Se agitiamo la bottiglietta, si forma un liquido torbido e biancastro, ma se lasciamo riposare la bottiglia, l'olio comincia a separarsi dall'acqua e, trascorso un tempo sufficiente, la situazione ritorna come quella di partenza. Le molecole dell'olio sono idrofobiche, cioè non polari, e non si legano, né interagisono in alcun modo, con le molecole polari dell'acqua.
Se aggiungiamo un cucchiaino di lecitina di soia alla bottiglietta contenente acqua e olio e poi agitiamo, vediamo che succede qualcosa di diverso. Quando la lecitina si è ben sciolta, si forma un liquido biancastro ma questa volta è stabile, l'acqua non tende più a separarsi dall'olio e si forma anche la schiuma. Cosa è successo? La lecitina di soia è una molecola particolare (un fosfolipide), ha una testa polare e una coda non polare. Con queste caratteristiche può interagire sia con l'acqua polare, sia con l'olio non polare. Infatti forma una specie di "bolle" con le code non polari dirette verso l'interno e le teste polari verso l'esterno, dentro cui vengono racchiuse gocce d'olio. Si forma così un'emulsione d'olio e acqua, che si mescolano. Allo stesso modo la lecitina può formare "bolle d'aria" formando una schiuma. Il sapone con cui ci laviamo ha proprietà simili alla lecitina e per questo riesce, per esempio, a sgrassarci le mani!

Fluido non newtoniano

Occorrente:

1) fecola di patate o amido di mais;
2) acqua;
3) una ciotola;


Procedimento

Questa esperienza è veramente molto molto divertente!!! Vero ragazzi?
Nella ciotola versate la fecola di patate o l'amido di mais e aggiungete acqua mescolando con le mani fino a quando tutta la fecola o l'amido risulterà "bagnato" e mescolando dolcemente si otterrà un fluido che oppone una certa resistenza. Orientativamente mescolate 250 grammi di fecola di patate con due bicchieri di acqua. Per vedere se avete raggiunto le proporzioni giuste di fecola e acqua, fate questo esperimento, date un pugno al composto, se l'acqua schizza via ne avete messa troppa e dovete aggiungere più fecola (o amido). A questo punto potete giocare con il vostro fluido non newtoniano. Provate a dare cazzotti al composto, sarà duro come un sasso, ma se infilate dolcemente un dito sentirete che questo affonda come in un liquido. Provate a fare una pallina mescolando tra le mani un po' di fluido molto velocemente e poi fermatevi di colpo. Che succede? Incredibile vero!!!???
I fluidi non newtoniani hanno una viscosità che varia in funzione della forza che viene applicata. Tanto maggiore è la forza applicata tanto più grande sarà la resistenza opposta dal fluido, e viceversa. Allora, se avete un contenitore sufficientemente grande e tanta tanta fecola...provate a correrci sopra...e guardate questo video: "Pazzesco fluido non newtoniano".
Mi raccomando, una volta fatto l'esperimento, non gettatelo nel lavandino, ma chiudetelo in un sacchetto e buttatelo nel cestino...altrimenti ostruirete lo scarico del lavandino.

Manuela Casasoli e Costanza, Niccolò C., Bianca, Giona, Andrea, Giordano, Letizia, Bernardo, Teresa, Niccolò T., Caterina e Davide.

Il frutto dell'avocado è ricco di grassi ma fa molto bene alla salute...scopriamo perché.

Le foto testimoniano il gustosissimo guacamole preparato dai ragazzi del laboratorio!

Aprile 2011


Oggi 8 aprile abbiamo scoperto un nuovo frutto. Si chiama avocado, ormai siamo abituati a vederlo nel reparto frutta e verdura del supermercato, ma non siamo ancora abituati a mangiarlo...Infatti i ragazzi del laboratorio non ne conoscevano né il sapore né le ottime proprietà benefiche per la salute. Così la giornata si è rivelata molto istruttiva.
Originario del sud del messico l'avocado, il frutto della pianta Persea americana era considerato un afrodisiaco dagli Aztechi che lo chiamavano "ahuacatal" che significa testicoli per la forma del frutto. E' un frutto anomalo perché contiene molti grassi e non è certo dietetico, ma ha molte proprietà benefiche. Contiene grassi monoinsaturi e omega3 che stimolano la produzione di "colesterolo buono" diminuendo la quantità di colesterolo "cattivo" nel sangue, è ricco di fitonutrienti preziosi come vitamine e antiossidanti che ritardano l'invecchiamento, previene l'arteriosclerosi, fa bene al cuore e all'ipertensione...Inoltre è buono, soprattutto con le patatine di mais, come hanno potuto sperimentare i ragazzi del laboratorio.

Il guacamole

Occorrente:

1) avocado maturo;
2) sale e peperoncino;
3) un pomodoro maturo;
4) lime;
5) una forchetta e un coltello;
6) patatine di mais.

Procedimento

Tagliare l'avocado a metà e privarlo del grosso seme. Togliere la buccia esterna e tagliare la polpa a piccoli pezzi aggiungendo immediatamente un po' di succo di lime per evitare che la polpa si ossidi diventando nera. Schiacciare la polpa d'avocado con la forchetta. Tagliare il pomodoro maturo a piccoli pezzi e mescolarlo con l'avocado. Aggiungere sale e se piace un pizzico di peperencino. Prendere patatine di mais e gustare la salsa guacamole come antipasto prendendola dal piatto direttamente con le patatine. Allora cosa aspettate a introdurre questo frutto esotico nella vostra dieta? I ragazzi del laboratorio lo hanno gradito molto!

Manuela Casasoli e Costanza, Niccolò C., Bianca, Giona, Andrea, Giordano, Letizia, Bernardo, Teresa, Niccolò T., Caterina e Davide.

Grafico del consumo di acqua mondiale.

Maggio 2011


Oggi 17 maggio abbiamo dedicato le due ore di laboratorio ad una riflessione sul consumo di acqua. I ragazzi del laboratorio si sono dimostrati molto sensibili a questo argomento, hanno partecipato con interesse, dimostrando che le nuove generazioni possono, forse, cambiare in meglio il nostro mondo!
L'acqua è un bene molto prezioso di cui nessuno può e dovrebbe fare a meno. Nel mondo, purtroppo, non tutti gli uomini ne hanno a sufficienza e se guardiamo lo schema qui accanto ci accorgiamo che alcuni paesi, tra cui l'Italia, ne consumano una quantità spropositata. Si può fare qualcosa per consumarne di meno? I ragazzi del laboratorio hanno preso in considerazione due azioni quotidiane, come il lavarsi i denti o fare la doccia, per iniziare a riflettere sul risparmio d'acqua.


Laviamo i denti con intelligenza!

Tenere il rubinetto aperto durante il lavaggio dei denti è un'azione poco intelligente che porta ad un notevole spreco d'acqua. Se consideriamo che il flusso d'acqua di un rubinetto può essere di circa 3l al minuto, che il lavaggio dei denti dura in media 2 minuti per tre volte al giorno, possiamo stimare un consumo di 18 litri di acqua al giorno per lavare i denti. Se, più intelligentemente, apriamo il rubinetto solo alla fine per risciacquare i denti, per un tempo totale di un minuto a lavaggio, possiamo arrivare a risparmiare la metà della quantità di acqua!

Doccia o bagno?

La retta fucsia indica il consumo di acqua di un bagno (vasca da 96 litri), mentre la retta blu il consumo di acqua di una doccia, ipotizzando un flusso di 3 litri al minuto.


I ragazzi hanno calcolato che fare una doccia permette di risparmiare acqua rispetto ad un bagno, se la doccia dura meno di 32 minuti. Tenendo conto che 32 minuti è un tempo veramente molto alto per una doccia, i ragazzi hanno concluso che la strategia migliore per lavarsi, rispettando una risorsa fondamentale come l'acqua, è senza dubbio la doccia!



Manuela Casasoli e Costanza, Niccolò C., Bianca, Giona, Andrea, Giordano, Letizia, Bernardo, Teresa, Niccolò T., Caterina e Davide.

Il numero dei petali dei fiori segue la serie di Fibonacci!!!.

Maggio 2011


Oggi 24 maggio i ragazzi del laboratorio hanno sperimentato come la matematica possa a volte stupire!
Leonardo Pisano, detto Fibonacci (1170-1240 d.C.), fu un matematico italiano che un giorno dovette risolvere il seguente problema: quante coppie di conigli si avranno in un anno, se si parte a gennaio con una coppia e ogni coppia ne genera un'altra ogni mese, a partire dal secondo mese di vita? Ebbene Fibonacci scoprì che questo numero era 144, il dodicesimo termine della, ormai famosissima, serie di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144. In questa serie ogni termine è la somma dei due termini che lo precedono.
Questa serie non è solo matematica. Se ci fingiamo botanici per un giorno e iniziamo a contare, per esempio, i petali dei fiori, ci renderemo conto che in moltissimi casi il numero dei petali corrisponde proprio ad uno dei numeri di Fibonacci.
I ragazzi del laboratorio hanno contato sia i petali di qualche fiore che il numero di spire che si possono trovare sulla buccia dell'ananas. Ebbene, un po' increduli, hanno potuto verificare che è proprio così, la serie di Fibonacci si ritrova in natura! Dopo aver gustato il dolcissimo ananas (e forse questa è la parte dell'esperimento che ha riscosso il maggior successo!), siamo usciti in cortile e abbiamo contato le nervature delle foglie, il numero di nodi su piccoli steli di foglie composite e, ancora una volta, ci siamo trovati a fare i conti con la serie di Fibonacci. Curioso, no?! E per chi vuole continuare nel mondo dei numeri magici vi consiglio di fare una ricerca sul legame tra la serie di Fibonacci e la sezione aurea!

Ecco i link a due siti, in italiano, non difficili, dove potete trovare molte curiosità sulla serie di Fibonacci e sulla sezione aurea... Dimenticavo, dopo aver ascolatato come l'enigmatico volto della Monna Lisa, racchiuda il numero chiamato sezione aurea, i ragazzi hanno misurato anche i loro visi (lunghezza e larghezza) per verificare che il rapporto fosse vicino a quello della misteriosa Monna Lisa...Siete curiosi di conoscere i risultati? I fantastici ragazzi del laboratorio sono tutti molto vicini al rapporto aureo!!!
Tutto sulla serie di Fibonacci.
La serie di Fibonacci e la sezione aurea.


Manuela Casasoli e Costanza, Niccolò C., Bianca, Giona, Andrea, Giordano, Letizia, Bernardo, Teresa, Niccolò T., Caterina e Davide.


Manuela Casasoli (manuela_casasoli@yahoo.it)